Quando è nato il Pd abbiamo creduto che sarebbe stato il giusto intreccio di cultura riformista, democratica e di sinistra ed una speranza per la rinascita della politica in Italia.
Il suo cammino è stato purtroppo rallentato e rischia di essere deviato dalle troppe rivalità e gelosie delle quali i partiti cofondatori non hanno saputo liberarsi appieno.
Quando Ignazio Marino si è candidato alla segreteria abbiamo pensato che non avrebbe avuto la forza e l’esperienza per guidare un partito così rissoso.Poi le sue parole chiare e nette ci hanno convinto a sostenerlo: è un uomo nuovo, propositivo e sicuramente libero dai vincoli e dalle paure del passato.
Ci siamo ritrovati nell’idea di laicità che, da cattolico, ha portato avanti:laicità non è solo trattare laicamente i temi etici, ma considerarli diritti civili che i cittadini devono pretendere e che uno Stato laico e non etico deve poter loro assicurare; laicità come metodo di lavoro: ascoltare, imparare, confrontarsi e poi prendere una decisione a cui tutti si atterranno.
Siamo sicuri che alle primarie il risultato sarà migliore di quello ottenuto nei circoli e soprattutto ci auguriamo che la sua voce venga ascoltata non solo dal partito ma da tutti gli italiani, visto il momento di sopore e grigiore che il paese sta vivendo
Corrado e Carla Melega
Comitato Bologna per Marino
giovedì 22 ottobre 2009
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